info@archh.it progetti e immagini sono di proprietà degli autori home progetti news links contatti studio Biblioteca pubblica di Samarate Samarate (VA) concorso 2009 Il progetto della biblioteca consiste in un edificio che si sviluppa a quota -3.50 metri rispetto alla quota stradale e che garantisce la più ampia superficie possibile da destinarsi a verde pubblico e giardino. L'accesso principale al nuovo edificio avviene tramite un'ampia scalinata che scende in una corte centrale interamente rivestita in legno; in alternativa è possibile accedere tramite una rampa (ciclabile) digradante verso la corte dall'area dei parcheggi. L'auditorium si staglia come volume indipendente, sviluppandosi parzialmente fuori terra; con la sua copertura inclinata a prato fiorito, si manifesta su via Borsi rivelando il carattere “eccezionale” proprio di un edificio pubblico. Alle spalle dell'auditorium un filare di “alberi solari” ha la funzione di ombreggiare il parcheggio e al contempo di produrre energia rinnovabile per il nuovo complesso. La corte costituisce il primo spazio di aggregazione dell'intervento in cui confluiscono i percorsi e su cui si aprono gli ingressi principali del complesso edilizio. Il legno della pavimentazione sembra “contaminare” tutti gli elementi che affacciano su di essa, contribuendo a creare uno spazio aperto accogliente e confortevole. La contiguità con le scuole permette di creare un sistema di spazi collettivi, di aree gioco, e di luoghi di incontro. Il rapporto con il contesto è di assoluto rispetto del carattere domestico delle costruzioni che si affacciano sulla via, una successione di case unifamiliari con giardino. La scelta di progettare un edificio ipogeo non è nata solo dalla volontà di mimetizzarsi al di sotto di un giardino pubblico, ma anche dalla possibilità di creare un sistema di piazze (corte + piazza coperta + cortile) che, dall’alto, si lascino intravedere dai passanti su via Borsi per attirarli giù, nello spazio speciale della corte, e poi all’interno della Biblioteca. L’edificio si rivela sollevando una “zolla” del prato sovrastante, per attingere luce ed aria naturali. Emerge dal prato anche una sequenza di “pozzi” che, all’esterno, diventano sedute del giardino pubblico, e che all’interno costituiscono scenografici parallelepipedi di luce naturale, dei veri “acquari” di sole che fanno crescere verso il cielo piante grasse e bamboo.